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giovedì, 30 novembre 2006

TheHours - Turchia

Intervallo...

Postato da: TheHours a 17:51 | link | commenti (16)
dal mondo

lunedì, 27 novembre 2006

TheHours - Turchia
 

Da qualche tempo a questa parte ho ri/scoperto Nietzsche attraverso la lettura di un suo libro dal titolo interessante: umano troppo umano. Questo libro, pur non rientrando tra le opere più significative rappresenta per me uno dei suoi scritti più interessanti e introspettivi. Prima avevo una pessima opinione di lui. Dopo aver letto il primo dei due tomi mi sono ricreduta.
Ora apprezzo il suo pensiero, quello introspettivo, dell'essere umano "piccolo", non del superuomo. 
Da leggere con moderazione. Potrebbe indurre dipendenza.
Titolo: Umano troppo Umano
Autore: Friedrich Nietzsche
Edizioni: Adelphi
Anno: 1981
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.
                                                                          Friedrich Nietzsche

Postato da: TheHours a 17:12 | link | commenti (19)
libri

giovedì, 23 novembre 2006

[S]Pazzi per le badhole
Vi ricordate le badhole? Chi? Le badhole, le produttrici del video “è femmina no?” del quale qualche tempo fa (il 20 settembre scorso) scrissi un post.
Le badhole, oltre ad avervi ringraziat* tutt* quant* vi invitano sabato due dicembre (tra due week end, così avete tutto il tempo per organizzarvi) a questa serata:

Postato da: TheHours a 16:55 | link | commenti (20)
badhole

martedì, 21 novembre 2006



Marie Antoniette
Mi aspettavo qualcosa in più dall’ultimo film di Coppola. Sofia ha osato. E con un cognome come il suo poteva permettersi di osare. Un nome una garanzia direbbe qualcuno. Ma la sua Marie Antoniette è un film che, a mio avviso, poteva rendere di più. Poteva rendere di più soprattutto nel dipingere il personaggio, poteva essere un film po’ più introspettivo. Ma sarebbe stato un altro film. Invece il film è rimasto sulla superficie delle cose. Sulla superficialità di un mondo di corte fatto di sfarzi, balli e feste. Ma queste sono cose che di Maria Antonietta le sapevamo già. Forse dovrei leggermi il libro “la solitudine di una regina”, di Antonia Fraser dal quale il film è stato tratto.
Un’altra cosa che manca è la storia di Francia che nel film scorre e corre troppo in silenzio. E’ messa da parte. A dirla tutta, c’era molta più storia di Francia nel cartoon di Lady Oscar. Ma qui sono di parte. Quindi non aggiungo altro.
Il film Marie Antoniette mi incuriosiva soprattutto per la colonna sonora. Ero curiosa di vedere come un film in costume, accompagnato da musiche settecentesche, potesse convivere con musiche moderne, come quel pezzo dei Cure che trovo geniale. Ma anche qui sono di parte perché i Cure mi sono sempre piaciuti. Li trovavo geniali. Il film invece, non è per nulla geniale.
Non che sia un brutto film ma a mio avviso è un filmetto, un classico colossal americano. Sarà perché a me gli americani e le americanate non mi piacciono. O sarà che, apprezzando i film indipendenti, non sono riuscita ad apprezzare questo film.

Postato da: TheHours a 17:03 | link | commenti (26)
cinema

venerdì, 17 novembre 2006

atletaC'era una volta un topo.

C'era una volta, circa 2000 anni fa, un topo, o meglio un ratto, che in giro per le campagne della Grecia cercava un riparo sicuro. Dopo varie perlustrazioni, ecco davanti a lui una cosa mai vista: una statua di bronzo, un po' ammaccata, con qualche fessura. Il ratto non lo poteva sapere, ma quella statua era venuta male e non era esposta dove avrebbe dovuto essere, ovvero negli stadi, per celebrare atleti vincitori: eccola quindi forse in un magazzino, forse abbandonata, chissà, comunque in campagna, pronta ad accogliere il nostro ratto. Che non si fa pregare e si mette a perlustrare l'interno della statua, e trovandola sicurissima, comincia a farci il nido e ci porta frutta, radici, erbe, e così fanno i suoi figli e tanti ratti dopo di lui. Passa qualche decennio, ed improvvisamente la statua viene riparata e chissà quanti ratti ne saranno usciti, al momento del suo restauro. Arrivano i romani, la statua forse può essere venduta. Siamo nel primo secolo dopo Cristo. La statua viene caricata su una nave romana, insieme ad altre opere razziate o comprate, che dalla Grecia, attraversando l'Adriatico, fa rotta di nuovo verso l'Italia. Ma la tempesta è in agguato, il mare è grosso, e per avere una speranza di arrivare sani e salvi non resta che fare una cosa: abbandonare il carico. E quindi via, tutto in acqua, anche la statua che aveva fatto da casa ai graziosi ratti greci. Siamo vicino alle isole dell'attuale Croazia, nella zona di Lussino.

Passano duemila anni.

Un amante della fotografia e sommozzatore belga, nell'estate del 1997, si trova in vacanza in Croazia. In una delle tante immersioni individua qualcosa, incastrato tra gli scogli, a 45 metri di profondità. Sembra un cadavere, ed invece non lo è. E' una statua di bronzo, quella statua di bronzo. Dopo due anni, il governo croato provvede al recupero e si iniziano i lavori di restauro, che si protraggono per anni, tra la Croazia appunto e l'Opificio delle pietre dure a Firenze. E cosa trovano i restauratori? Noccioli di pesca, di ciliegia etc., sgranocchiati dai ratti e varie altre componenti della loro tana, che erano rimaste incredibilmente chiuse nel braccio sinistro. Una fortuna, perché i reperti organici sono databili con sicurezza. Gli studiosi di oggi ringraziano gli amici ratti della Grecia di duemila anni fa. Ed eccolo infine l'atleta della Croazia, una statua di bronzo di un giovane in atto di detergersi il sudore, alta 1.92, dalla testa lavorata finemente, opera dalla bella fattura e dai chiari interventi di riparazione di qualche difettuccio, ma ai nostri occhi bellissima. E' datata almeno al primo secolo avanti Cristo; un secolo dopo è stata portata via dai romani. Dopo duemila anni, la possiamo ancora ammirare.

L'atleta di Lussino, insieme alle... tane dei ratti, ai noccioli di pesca e di ciliegia, alle foglie e ai rametti e ad una serie di eccezionali documenti (si può vedere un filmato con la statua ancora sottacqua, incredibile, come impressionanti sono le foto del restauro) è esposto a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi. Resterà lì fino al 30 gennaio, poi tornerà in Croazia, da dove probabilmente non uscirà più. Per 5 euro si possono visitare la statua e tutto il palazzo, splendido, che racchiude anche uno dei capolavori dell'arte italiana, la cappella di Benozzo Gozzoli. Da non perdere, per chi passasse da Firenze.

Postato da: evbtg a 23:23 | link | commenti (16)
arte

mercoledì, 15 novembre 2006

TheHours - Prato

Senza cuore
Senza cuore non è un'espressione patetica. Significa che in te non si è formato quel sentimento di appartenenza alla comunità umana già presente nel mondo animale, dove tendenzialmente il simile non attacca il simile. Il senso di appartenenza non è una conquista culturale, è un dato naturale che accomuna tutte le specie e, al loro interno, le salvaguarda”.
 
Questo è ciò che scrisse qualche giorno fa Umberto Galimberti a proposito di quell’episodio di violenza brutale e inaudita inflitta da due ragazzini ad un coetaneo disabile in una scuola di Torino. L’atroce fatto mi lascia senza parole. Per il gesto in sé, per il luogo istituzionale in cui è avvenuto, perché la violenza è stata filmata e fatta girare su internet. Stiamo regredendo. E non ci vuole un pensatore della portata di Galimberti a farci rendere conto di ciò.
Stiamo forse attraversando una fase in cui l’aggressività del genere umano sta diventando crudeltà malsana? Non lo so. So che c’è qualcosa di malsano che sta invadendo, oggi più che mai, la vita del genere umano, le vite dei più giovani.
Il buio nella mente, come un film noir di Chabrol. E penso al buio della mente di Pietro Maso & friends e alla mattanza compiuta a Verona. Ripenso al clamoroso caso del massacro compiuto da Erica e Omar a Novi Ligure. Penso che la violenza umana non ha confini. Né anagrafici né geografici. E' confinata nella mente del genere umano.

Postato da: TheHours a 16:14 | link | commenti (27)
little italy

martedì, 14 novembre 2006

TheHours - Benin

Dieci vite per un euro
Un euro. Cosa si può comprare con un euro? Forse un pacchetto di gomme da masticare, un pacco di biscotti al discount alimentare, una rosa dai cingalesi che incontriamo in pizzeria, uno spazzolino da denti al mercato, e chi più ne ha più ne metta.
Possiamo anche buttare un euro nella fontana di Trevi esprimendo un desiderio. Ma possiamo anche buttare simbolicamente un euro nelle acque del Madagascar e salvare dieci bambini da due malattie parassitarie: la schistosomiasi e le elmintiasi intestinali che rappresentano un problema sanitario di notevoli dimensioni nel Madagascar.

C’è tempo fino al 22 novembre (mercoledì della prossima settimana) per aderire a questa iniziativa solidale. Si può inviare il contributo di un euro con un sms al 48583 sia dal cellulare sia dal telefono fisso.
La lodevole iniziativa è proposta
dall’associazione Carlo Urbani.

Postato da: TheHours a 09:33 | link | commenti (18)
dal mondo

giovedì, 09 novembre 2006

 


Fur
Fur non è solo una pelliccia. Fur è anche un film. Ma è prima di tutto un tributo a Diane Arbus (1923 – 1971), la bravissima fotografa americana le cui icone fotografiche degli anni '50 e '60 di un mondo di "freaks", di stravaganti, non possono non esservi note.
Il film è interpretato dalla bravissima Nicole Kidman,  superba interprete di Virginia Wolf in The Hours, magnifica in Eyes Wide Shot di Kubric. Pensate che Kubric ammirava così tanto i lavori della Arbus che nel film Shining, ha tras/portato sul grande schermo una delle sue più famose foto, quella delle due gemelline (se aprite il portfolio, la vedrete).
Sarò forse di parte, anzi, tolgo il forse perché a me la Nicole Kidman piace e non poco. E anche nel film Fur la sua interpretazione è stata ammirevole. Se vi piacciono i film originali, un po’ onirici, anche un po’ cupi andate a vedere questo film, questo tributo a Diane Arbus. Il film a mio avviso merita, non solo per la Kidman. A proposito, tutti i personaggi “freaks” del film sono reali nel senso che sono così come mamma natura li ha fatti.
Arbus faceva fotografie per mostrare che esisteva un altro mondo. Un mondo di persone la cui immagine rispecchia la dicotomia tra l’apparire e l’essere. Ritratti di coppie, artisti di strada, barboni, nudisti, travestiti, persone eccentriche e celebrità sono stati i soggetti delle sue foto. Qui potete sfogliare un portfolio virtuale di Diane Arbus.

Postato da: TheHours a 10:30 | link | commenti (20)
cinema, fotografia

martedì, 07 novembre 2006

TheHours - Turchia

Biblioteca che vai, ricordi che trovi
Riemergo dalle mie sudate carte per affacciarmi su questo mondo virtuale. Arrivo da un altro mondo. Quello delle biblioteche universitarie dove sto trascorrendo ore e ore della mia vita intenta a preparare un concorso.
Tant’acqua è passata sotto i ponti e sulla mia testa dai tempi in cui andavo in biblioteca per laurearmi e la prima considerazione che mi è venuta da fare ritornando in questo mondo è che anche la globalizzazione è entrata biblioteca.
Le biblioteche oggi sono globalizzate e multietniche. Le biblioteche si sono colorate di punti neri e di copricapi. Se dieci anni fa i copricapo che si vedevano erano quelli delle poche suore studentesse oggi ci sono quelli delle ragazze musulmane. Le biblioteche si sono trasformate. Da luoghi di studio sono diventate luoghi di incontri. E per me luoghi di incontri di ricordi. E 'l naufragar m'è dolce in questo mare di ricordi universitari.

Postato da: TheHours a 10:25 | link | commenti (21)
pensieri

giovedì, 02 novembre 2006

TheHours - Lisbona

"Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria".
                                                                       Ferdinando Pessoa

Postato da: TheHours a 09:43 | link | commenti (23)
citazioni